Che cos’è il diritto alla cancellazione dei dati?

Il diritto alla cancellazione dei dati (chiamato anche il diritto all’oblio) significa che le persone interessate hanno il diritto di richiedere la cancellazione dei dati personali in certe circostanze. Gli operatori di dati hanno l’obbligo di rispondere subito ad una tale richiesta. Un sondaggio eseguito di recente dall’ICD ha rilevato che la maggioranza senta che il diritto alla cancellazione dei dati determinerà i maggiori problemi all’organizzazione di cui fanno parte. È un esito interessante e inatteso. Dice molto sul numero grande di cambiamenti e di sfide che apporterà il GDPR.

Ci sono più situazioni in cui tale diritto può essere applicato. Il primo è quando i dati non sono più necessari allo scopo per cui ne sono stati raccolti. Il secondo è il caso in cui le persone interessate ritirino il loro consenso e non ci sia alcuna giustificazione, legale o di un altro tipo, per continuarne il trattamento. Un’altra situazione è quella in cui il trattamento dei dati sia illegale (situazione che può essere ritenuta anche una breccia di sicurezza).

Certamente ci sono anche delle eccezioni. Ad esempio se il trattamento è necessario per l’esercizio del diritto alla libera espressione e informazione, il diritto alla cancellazione dei dati non sarà applicato. La stessa cosa vale quando il trattamento è necessario per motivi di interesse pubblico nel campo della salute pubblica, a scopo di archiviazione nell’interesse pubblico, di ricerca scientifica o storica o per l’accertamento, l’esercizio o la protezione di un diritto in giudizio.

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